Il mio approccio terapeutico
Scopri i principi che guidano il mio lavoro e come insieme possiamo esplorare il tuo mondo interiore per una trasformazione profonda.

Il cuore della terapia: l'incontro e la trasformazione
Il mio lavoro si fonda sull'Antropologia Trasformazionale a orientamento fenomenologico, ispirata al pensiero di Sergio Piro. In questo quadro, la terapia non è intesa come la semplice "riparazione" di un funzionamento psichico, ma come un incontro tra persone. Il mio obiettivo è quello di co-costruire uno spazio in cui il vissuto della persona, la sua storia, il suo mondo, il suo modo unico di stare al mondo, possano essere accolti nella loro interezza.
Non seguo protocolli rigidi o formule predefinite. Credo che la trasformazione avvenga attraverso la relazione: esplorando il senso profondo del proprio stare con sé e con gli altri, possiamo insieme decostruire le rigidità che limitano la libertà della persona, aprendo la strada a nuove possibilità di essere e di agire nel mondo.

A chi si rivolge questo percorso?
Il mio lavoro è rivolto a chiunque stia vivendo una fase di sofferenza o di incertezza e desideri trovare uno spazio per comprendere il senso di ciò che sta attraversando, al di là del sintomo.
L'approccio fenomenologico che adotto non classifica la persona in base a una categoria, ma accoglie la sua unicità. È un percorso che può trovare significato in molti momenti della vita: nelle fasi di transizione o di cambiamento – come il passaggio all’età adulta, le dinamiche di coppia o il delicato esercizio della genitorialità – così come in situazioni di crisi più indefinita, in cui si avverte un senso di smarrimento o il bisogno di fare chiarezza nel proprio modo di stare al mondo e nelle relazioni con gli altri.
Il lavoro clinico si snoda attorno al racconto di sé. È uno spazio dedicato a chi desidera rileggere la propria storia e sostare nella sofferenza, trasformandola in occasione di comprensione. Insieme, nel tempo della seduta, si esplorano nuove possibilità per abitare la propria esistenza con maggiore consapevolezza

Cosa aspettarsi dalle sedute?
Chi intraprende un percorso con me può aspettarsi uno spazio in cui il proprio racconto – i vissuti, le contraddizioni, i momenti di crisi – viene accolto senza giudizio, con l'obiettivo di comprenderne il senso profondo. Le sedute non sono momenti in cui fornisco soluzioni preconfezionate, ma occasioni in cui esploriamo insieme le dinamiche che limitano la tua libertà, lavorando sulla tua storia e sul tuo modo di stare al mondo.
È difficile definire come ci si senta dopo una seduta. La terapia, spesso, non produce una sensazione di benessere immediato o lineare. A volte si può avvertire un senso di sollievo per aver finalmente dato voce a ciò che restava inespresso, altre volte può emergere una sensazione di stanchezza o di smarrimento, naturale conseguenza del mettersi in discussione. Non si tratta necessariamente di sentirsi meglio, ma di sentirsi più vicini alla propria verità.
In questo spazio, la trasformazione non è un esito scontato, ma un divenire: si tratta di un lento movimento verso una maggiore consapevolezza, che permette di riguadagnare spazi di libertà interiore
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